Sarno, le pagelle dei politici: Canfora bocciato, Cocca rimandato. Tante bocciature e poche eccellenze

Ad un anno dalle elezioni amministrative abbiamo dato i voti alla classe politica sarnese: molte delusioni e poche speranze

E’ trascorso più di un anno dalle ultime elezioni comunali ed  è arrivato il momento di dare i voti ai politici locali ed agli esponenti di spicco di  maggioranza ed opposizione, analizzando  ciò che hanno detto durante la campagna elettorale  e fatto (o non fatto)   in questi  mesi.   Si precisa che le pagelle non tengono conto dell’operato  legato alla fase emergenziale causata dal Coronavirus

 Giuseppe Canfora, voto medio  5 ( voto campagna elettorale 6-,  voto per i primi dodici mesi di attività: 4,5)

Vince le elezioni e per questo merita la sufficienza, ma, ad analizzare cifre, fatti  e dati, la situazione non appare così rosea (basta fare un raffronto con le precedenti elezioni per comprendere che gli elettori piuttosto che premiare Canfora hanno punito la vacuità delle opposizioni, sia nei cinque anni precedenti sia in campagna elettorale), se a questo aggiungiamo: i tanti problemi emersi in questi mesi, alcuni atteggiamenti che lasciano perplessi, le pecche e le difficoltà  di qualche suo fedelissimo, i dissidi  interni alla maggioranza e la mancanza di progetti di largo respiro, il voto non può che abbassarsi  e se non ci sarà una repentina inversione di rotta scenderà ulteriormente verso il quattro.

Giovanni Cocca   voto medio  5,5  che può diventare 8

Prima parte di campagna elettorale buona  (da 7 in pagella ) con slogan ad effetto ed  una discreta linea strategica; ma nell’ultimo mese,quello che conta di più per vincere le elezioni, la luce si spegne, le idee scarseggiano  e la campagna elettorale  si trasforma in uno stillicidio di frasi e concetti  che lo portano verso  una sconfitta ineluttabile (voto 4-). Paga ancora lo scotto del noviziato  ma ha grandi potenzialità, al momento inespresse, se farà un’opposizione giusta (e  non giustizialista), questo 5,5,  si trasformerà  in sei, sette o anche otto e potrà sicuramente ambire a ruoli importanti. E’ amato dalle persone ed  ha le capacità per raggiungere grandi successi; se diventerà più autonomo, anche rispetto ad alcune posizioni discutibili  dei suoi alleati vecchi e nuovi, potrà ottenere il successo che merita;se si farà dettare la linea da altri sfiorando il qualunquismo da social, il voto scenderà: tutto dipende da lui…

 Anna Robustelli: voto medio 5- ( voto per la campagna elettorale  4-, voto per i primi  mesi di opposizione  6-

Ottime foto e grafica, ma poca strategia ed analisi, quella vera. Chi,come lei, conosce l’importanza dell’analisi preventiva, dei piani strategici e delle variabili da analizzare, anche a livello elettorale, avrebbe dovuto puntare di più su questo aspetto  che è il più importante per vincere le elezioni. Il voto si alza se pensiamo a quanto fatto in Consiglio Comunale da settembre in poi (non moltissimo, ma sicuramente più di alcuni suoi colleghi). Dopo la sconfitta elettorale si è rimboccata le maniche distinguendosi  per:  razionalità, autonomia,concretezza e senso delle Istituzioni  (non fa critiche estemporanee, non cerca la facile notorietà usando temi ’’caldi’’, non si allinea pedissequamente alla linea dei ‘’colleghi’’ di opposizione, è aperta al dialogo costruttivo,cerca di analizzare le varie problematiche proponendo  soluzioni realizzabili e concrete).  

Aniello Prisco, voto medio  4+ (voto per la campagna elettorale  5+,  voto per i primi dodici mesi di opposizione 3)

Non ottiene i voti necessari per entrare in Consiglio, ma,  al contrario di quello che in molti potrebbero pensare, il programma elettorale stilato da  Prisco e dal suo gruppo di lavoro  è stato una piacevole sorpresa  (soprattutto per la metodologia, meno per alcuni contenuti).  Nonostante le varie difficoltà ed un budget ridotto  sono riusciti ad analizzare  il territorio ed hanno provato a stilare un programma  fondato su dati e cifre.  Si può dissentire su molte  proposte ma chi costruisce un programma  fondato sull’analisi dei dati e sullo studio va sempre apprezzato, soprattutto se si leggono i programmi elettorali di altri candidati. Il voto scende, però,  se si considerano gli ultimi mesi di ‘’opposizione’’ che, è bene ricordare, si  può fare  anche stando  fuori dal ‘’palazzo del potere’’ soprattutto se tra le tue fila ci sono due esponenti del governo in carica. Da questo punto di vista Prisco ed i suoi avrebbero potuto fare molto di più, considerate le premesse ed il lavoro svolto nella preparazione del programma.

La classe politica sarnese,  voto 2.  

I cittadini sarnesi hanno premiato Canfora o punito  gli altri candidati e con essi  i  vari anni di vuota e retorica opposizione?  A più di  dodici mesi dalle elezioni comunali in molti si chiedono ancora se le elezioni siano state vinte da Giuseppe Canfora  e dalle sue liste o siano state perse dall’opposizione che non ha saputo presentare,sia in campagna elettorale che negli  anni del primo mandato di Canfora: idee,  visioni pragmatiche e proposte concrete che attirassero l’attenzione dell’elettorato. Chi sa leggere i dati politici sa bene che i voti elettorali si contano ma soprattutto si  ‘’pesano’’  ed il segnale dato dalla cittadinanza sarnese   ai politici locali (giovani candidati o ‘’vecchie volpi’’;  iscritti a liste civiche e movimenti o a partiti tradizionali), non promette nulla di buono per il loro futuro politico,soprattutto se nelle prossime tornate  dovessero  presentarsi  candidati  con programmi chiari ed idee concrete.

La sinistra  sarnese, voto 2.

Sono trascorsi più di dodici mesi dalle elezioni e la sinistra sarnese continua a latitare: non presentare una lista che rimandi al progressismo ed alle sue visioni  è lo smacco peggiore che si possa fare alla storia della sinistra locale. Chi  si professa  comunista, dovrebbe sapere  che quelle idee e quei simboli hanno un valore particolare (lotte per la conquista dei diritti, battaglie per la liberazione dalla dittatura, esaltazione di determinati principi e valori, ecc. ), per questo non dovrebbero  mai mancare  in nessuna tornata elettorale, anche quando i numeri non ti sostengono. Alla  ‘’sinistra rossa’’ sarnese, ma anche quella italiana, non si chiede necessariamente  di vincere o di far eleggere i suoi candidati; ma almeno di non far morire il ‘’sogno comunista’’  e tutto ciò che rappresenta. Va però sottolineato che,  in questo  marasma autoreferenziale pieno di barbe lunghe,  parole  vacue,pugni chiusi e  gesti  anacronistici, alcuni giovani si stanno rimboccando le maniche per far partire un nuovo  ciclo, a tal proposito risultano interessanti le visioni e le posizioni dell’ex assessore Ivana Duca e di Massimiliano Tresca.

Le opposizioni  sarnesi, voto  2.

Vale il discorso fatto sopra quando abbiamo parlato della classe politica sarnese. Negli ultimi cinque anni, anzi negli ultimi sei anni, a parte molti proclami espressi soprattutto sui social,  l’opposizione sarnese  ha realizzato pochissime iniziative concrete ed è stata assolutamente deludente (l’ultimo politico in carica  a svolgere una buona opposizione è stato  Gaetano Ferrentino  durante il secondo mandato di Amilcare Mancusi). Le idee vacue delle opposizioni  ed il  manicheismo di chi fa politica sui social, ha danneggiato la città favorendo  l’amministrazione che avrebbero dovuto combattere. Sarno non ha bisogno di leoni da tastiera e posizioni qualunquiste  ma di politici veri e di  progetti concreti e realizzabili.