Procida capitale italiana della cultura 2022, polemiche ed insinuazioni dopo la vittoria.

Aumentano le polemiche legate alla vittoria di Procida; se non si creeranno progetti lungimiranti in grado di esaltare le bellezze, le tradizioni e la cultura dell’isola i detrattori avranno ragione. Un rischio che la Campania non può permettersi

Sarà  Procida, la capitale italiana della cultura 2022. L’isola campana semisconosciuta  al  grande pubblico (gli appassionati di cinema la ricorderanno perché è stata la location in cui venne girato il film Il Postino con Massimo Troisi),  è riuscita a convincere i giurati presentando un dossier intitolato: ‘’ La cultura non  isola’’ .  Una  nomina che ha stupito molti, generando malumori ,retropensieri e polemiche, soprattutto tra i cittadini delle città sconfitte che speravano di succedere a Parma ed ottenere la prestigiosa investitura per il 2022. Della vicenda e delle polemiche annesse alla vittoria di Procida, si sono occupati molti quotidiani nazionali  e locali, spesso mettendo in dubbio la neutralità e l’imparzialità  della commissione Mibact  che ha premiato la cittadina campana guidata dal sindaco Ambrosino. Toccherà  alle Istituzioni locali, ma non solo,  spegnere le polemiche creando progetti ed iniziative degne di Procida e delle sue bellezze, fino ad oggi semisconosciute al grande pubblico. Se anche questa volta, come spesso accade in Campania ed in Italia, ci sarà uno spreco di denaro pubblico, la Campania ed il settore turistico regionale rischieranno di perdere  l’ultimo treno utile per far ripartire il turismo; se questi fondi  arricchiranno  soltanto gli amici e non l’intero territorio,  la Campania perderà la faccia e darà ragione a tutti i leoni da tastiera  che in questi giorni si sono scagliati contro la nomina di Procida.

Procida, capitale della cultura 2022, una grande opportunità o un rischio per tutti?

Se viceversa  si creeranno progetti  lungimiranti, degni di questo nome e delle bellezze che il territorio (non solo Procida, ma anche l’area circostante) è in grado di offrire,  la Campania dimostrerà di poter  organizzare e gestire i grandi eventi, non solo turistici, e potrà sedersi ai tavoli romani ed europei che nei prossimi anni dovranno ridistribuire i fondi per la rinascita post Covid. La posta in gioco è estremamente alta ed importante, per questo motivo il governatore De Luca, insieme agli assessori  regionali ed alle autorità locali dovranno  investire su progetti seri e  lungimiranti, assumendo le  persone in base a criteri oggettivi legati alle competenze ed al curriculum e non in base  all’amicizia o alle tessere di partito.