Emergenza Covid, perchè alcuni Comuni non pubblicano i dati sui contagi giornalieri?

I sindaci, per fronteggiare l’emergenza Covid 19, dovrebbero chiudere strade ed aree a rischio, ma alcuni di loro non hanno neanche il coraggio di pubblicare i dati sui contagi giornalieri

Secondo il Dpcm firmato il 18 ottobre dal presidente Conte, le autorità locali (sindaci e  prefetti) avrebbero  la facoltà di chiudere strade o piccole aree per evitare assembramenti pericolosi e ridurre i rischi legati alla seconda ondata del Covid19. Sulla carta la proposta emanata appare sacrosanta ed ineccepibile,nonostante le proteste in blocco dei sindaci di molti Comuni, piccoli e grandi, che non vorrebbero assumersi queste incombenze; ma come ben sanno i cittadini campani ed italiani, un conto è la teoria un’altra  è la pratica. In molti sperano che gli enti locali  si assumano le proprie responsabilità, aumentino i controlli e facciano rispettare le leggi in modo ferreo, portando avanti  quanto previsto dai decreti firmati  ad ottobre a ad inizio novembre dal presidente Conte  ma i dubbi tra i cittadini iniziano a serpeggiare,soprattutto in quelle città in cui  le amministrazioni locali  si rifiutano addirittura di fornire i dati giornalieri sull’andamento dei contagi, accampando le scuse più banali. I sindaci o  gli assessori  di queste località si giustificano spiegando, spesso in perfetto burocratese, che i dati giornalieri potrebbero essere fuorvianti  e non totalmente attendibili per questo motivo preferiscono aspettare e  pubblicare, una volta al mese circa,  dati più specifici ed accurati.

In alcuni Comuni della Campania i dati sui contagiati vengono pubblicati ogni venti giorni

Teoricamente la loro versione potrebbe anche essere accettata ma in questo momento le autorità ed i loro rappresentanti devono dare l’esempio mostrandosi lucidi, forti e trasparenti; anche perché  per risolvere il problema  della parziale inattendibilità, basterebbe  semplicemente essere più chiari ed oggettivi spiegando nei dettagli le varie casistiche, le variabili in atto e le specificità conseguenti; ma purtroppo molte amministrazioni preferiscono far passare i giorni ed emanare bollettini  mensili piuttosto che spiegare chiaramente alla popolazione l’andamento del contagio e la situazione generale. Presentare i numeri ed il bollettino ufficiale ogni venti giorni (in alcuni Comuni si arriva addirittura a sfiorare il mese) non fa altro che rafforzare le teorie negazioniste e complottiste  suffragando le ipotesi più assurde ed antiscientifiche ed in molti casi non consente alla cittadinanza di percepire la reale portata del pericolo, per questo motivo i sindaci devono assumersi le proprie responsabilità e dialogare con la cittadinanza in modo chiaro e trasparente senza eludere la discussione o aver paura delle critiche che potrebbero giungere, su questo aspetto anche le opposizioni dovrebbero svolgere un ruolo più ”istituzionale e costruttivo” posticipando le polemiche sterili: oggi bisogna unirsi per uscire insieme dalla crisi e non criticare stupidamente sui social per tornaconti personali o becere questioni elettorali.