Elezioni Campania, cosa accade negli schieramenti e perché aumentano i malumori interni

Le ‘’grandi manovre’’ preelettorali hanno iniziato a disseminare malumori e dubbi , sia tra la ”base” sia tra gli ‘’sconfitti’’ delle varie correnti.

Con l’approssimarsi delle elezioni (dopo aver scelto i nomi dei candidati che dovranno sfidare l’ex sindaco di Salerno ed attuale governatore  Vincenzo De Luca, le segreterie dei vari schieramenti si dovranno concentrare sulla scelta, assai più ardua e pericolosa, dei candidati e delle candidate al consiglio regionale ed in quasi tutti gli schieramenti non mancano polemiche e lotte intestine),i mal di pancia all’interno delle varie coalizioni aumentano e le fila degli  scontenti si allungano di giorno in giorno, soprattutto tra  chi aveva puntato ad altri candidati presidenti o  addirittura mirava ad altre coalizioni; al momento non ci sono sicurezze in merito ma le voci di dissidi interni a molti schieramenti si susseguono e le segreterie locali devono fare i conti con  allontanamenti volontari,disimpegni strategici o  addirittura epurazioni  dalle liste regionali. Uno scenario pessimo in un momento storico particolare di cui la regione ed i suoi cittadini avrebbero fatto volentieri a meno.  Il centro sinistra dopo i dubbi, gli imbarazzi e le perplessità iniziali (legate anche ai sondaggi di gennaio e febbraio che vedevano il presidente in carica in svantaggio rispetto ai competitor) ha deciso di puntare su Vincenzo De Luca (soprattutto in virtù dell’exploit mediatico e dei dati positivi emersi dai sondaggi elettorali post Coronavirus); anche se in molti speravano in un accordo giallo-rosso in stile Governo Conte che, probabilmente, avrebbe contribuito a compattare intorno ad un unico nome le varie anime della sinistra campana e  gli  esponenti di movimenti e liste civiche, DeMa e Movimento Cinque Stelle in primis. Se Atene piange Sparta non ride ed anche a destra  i malumori iniziano a serpeggiare soprattutto tra la base della ‘’Lega’’ e di ‘’Fratelli d ‘Italia’’che avrebbero preferito un altro candidato a Stefano Caldoro,sostenuto,invece, da Berlusconi e dai suoi più stretti collaboratori ( nonostante il centro destra abbia trovato la quadra intorno al nome dell’ex candidato alla presidenza,già presidente regionale dal 2010 al 2015, una parte della coalizione avrebbe manifestato al ‘’cavaliere’’ dubbi e perplessità sulla scelta  dell’ex presidente regionale; la stessa Mara Carfagna, pur stimando il compagno di partito ed apprezzando il suo operato, aveva espresso alcune perplessità in merito alla sua ennesima candidatura), ma alla fine la scelta è caduta sull’ex candidato (sconfitto) ed ex presidente regionale.  I ‘’Cinque Stelle’’, che forse avevano sperato in un alleanza di largo respiro con  esponenti di centro sinistra e ‘’DeMa’’, hanno puntato nuovamente sull’ex candidata alla presidenza Valeria Ciarambino che pur non brillando eccessivamente in questi cinque anni, ha convinto la maggior parte degli esponenti del suo partito, ma anche in questo caso non sono mancate le polemiche ed i malumori.