Economia, politica e lavoro, come il virus potrebbe annientare la Campania e la sua classe dirigente

Il coronavirus ha acuito la crisi economica e sociale della Campania, se non si prenderanno i giusti provvedimenti la situazione potrà diventare drammatica

Le Istituzioni, soprattutto durante periodi di forte crisi, devono preservare e difendere le loro eccellenze (industriali,turistiche,culturali,professionali),per tutelare il futuro occupazionale e sociale del loro territorio: Salvaguardare  i ‘’gioielli di famiglia’’,quelli veri e non i carrozzoni vuoti come si è fatto in passato, rappresenta il primo passo  che i governanti dovrebbero compiere per tutelare lo status quo e lanciare una serie di messaggi,  sia agli attori direttamente coinvolti  (operai, imprenditori,cittadini che direttamente o indirettamente lavorano e vivono di queste eccellenze), sia agli  altri soggetti (cittadini impauriti che vanno  rinfrancati e tranquillizzati, ma anche investitori stranieri  interessati  a sfruttare il momento di crisi per tornaconti personali),dando un segnale  chiaro sulle volontà, sulle priorità   e sui piani strategici che si stanno mettendo in atto per uscire dalla crisi. Vista la situazione drammatica che  si prefigura all’orizzonte, legata al Corona Virus ed alle sue conseguenze, gli assessori della giunta De Luca, i sindaci del territorio, ma anche gli imprenditori e gli esponenti dei cosiddetti apparati intermedi,  dovrebbero sedersi ad un tavolo con l’obiettivo di creare un sistema in grado di affrontare la crisi impegnandosi  per: individuare priorità ed eccellenze  da difendere; organizzare ‘’tavoli programmatici’’ con lo scopo di fare squadra  sviluppando  progetti concreti che tutelino le eccellenze territoriali; analizzare in modo oggettivo il territorio con le sue peculiarità comprendendo i punti di forza e di debolezza del sistema,allargando  la platea degli ‘’invitati’’ agli esperti (reali e non fantomatici) dei singoli settori di riferimento.

E’ in gioco il futuro della regione e dei suoi cittadini, ora è arrivato il momento di fare squadra nel vero senso della parola

Sono trascorse molte settimane dalla tanto agognata riapertura  ma, al momento, non si intravedono grandi piani all’orizzonte e buona parte della vecchia classe dirigente (e non ci riferiamo solo ai politici in carica ma anche alle cosiddette categorie intermedie che sono indispensabili per aiutare un Paese ad uscire dalla crisi) non ha ancora presentato progetti di ampio respiro in grado di traghettare il territorio ed i suoi cittadini, fuori dalle sabbie mobili. In questo momento si deve puntare a salvaguardare il bene collettivo e non solo i singoli interessi (di parte o di categoria), se non si comprende che la situazione e la crisi va affrontata nella sua complessità sarà difficile uscirne ed in tanti subiranno perdite, economiche, ma anche di potere e di prestigio, per questo motivo è diventato fondamentale ”fare squadra”. Se non saranno creati dei piani di sviluppo seri e lungimiranti,  il ‘’castello’’ (politico, economico, industriale, sociale) che è già sgretolato a causa di incuria, scarsa programmazione e cattiva gestione, cadrà definitivamente e questa volta non ci saranno soldi per ricostruirlo e tenere in piedi il sistema.