Cinque Stelle e DeMa, i due partiti-movimenti campani si preparano alle elezioni tra sofferenze e defezioni

Aspettando i risultati elettorali in molti si chiedono cosa accadrà dopo le elezioni regionali e quale sarà il destino dei due movimenti-partiti

Le elezioni di settembre potrebbero decretare la fine, o comunque il ridimensionamento, delle liste civiche e dei grandi movimenti che avevano contrassegnato la vita politica della Campania negli ultimi anni. Il Movimento Cinque Stelle e DeMa, i due movimenti-partiti  più forti sul territorio regionale stanno vivendo momenti molto delicati che, oltre a minare la fiducia della base, potrebbero mettere a repentaglio il futuro dei leader territoriali, se mai ci sono stati. Dopo gli ottimi riscontri elettorali degli anni scorsi  (i grillini hanno ottenuto grandi risultati nelle ultime elezioni politiche risultando primo partito in Campania e Luigi de Magistris,leader e fondatore di DeMa, è stato riconfermato sindaco di Napoli alle ultime elezioni comunali,vincendo a mani basse)  i due movimenti di matrice popolare, o forse populista, sembrano aver perso la loro spinta propulsiva e le defezioni avvenute prima della presentazione delle liste, insieme ai vari ‘’mal di pancia’’ di molti esponenti di spicco, confermerebbero questa sensazione. Fino a pochi anni fa i due movimenti veleggiavano col vento in poppa, ora i pentastellati si trovano in difficoltà sia a livello nazionale sia a livello locale e DeMa non ha  presentato  una lista forte,col proprio simbolo ed il proprio nome, alle regionali, per non parlare dell’assenza sui territori. La situazione attuale è piena di incognite e le ombre si addensano minacciose all’orizzonte: sia i pentastellati, sia DeMa stanno lentamente perdendo la fiducia dell’elettorato anche perché, in entrambi gli schieramenti, si registrano abbandoni importanti, scissioni interne e disaffezione. Nell’epoca della politica fluida, dei social e del populismo facile, ci vuole poco per passare dalle stelle alle stalle, soprattutto se si governa e ci si deve confrontare quotidianamente con le problematiche reali della popolazione. Se i vertici di questi movimenti non comprenderanno i loro errori  saranno destinati a recitare ruoli secondari e non avranno alcun peso nella futura vita politica della Campania come hanno dimostrato le scelte fatte per le elezioni regionali